Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola: un mito senza tempo
Dalla prima pietra posata nel 1950 alle vittorie di Senna e Schumacher, dalle curve leggendarie agli Open Day in cui la pista si apre a tutti: storia, curiosità e consigli per vivere l’Autodromo di Imola anche lontano dai giorni di gara.

La storia dell’Autodromo di Imola: dal sogno del 1950 alla Formula 1
Siamo nel 1950. Mentre a Silverstone si corre la primissima gara del Campionato del Mondo di Formula 1, in Italia spopola la Vespa, lanciata dalla Piaggio quattro anni prima, e a Salsomaggiore Terme una quindicenne Sofia Scicolone, la futura Sophia Loren, partecipa a Miss Italia e conquista la fascia di Miss Eleganza.
L’Autodromo di Imola non esiste ancora, ma grazie alla determinazione e alla visione di quattro amici imolesi appassionati di motori e capaci di sognare in grande (Alfredo Campagnoli, Graziano Golinelli, Ugo Montevecchi e Gualtiero Vighi), nel marzo di quell’anno viene posata la prima pietra di quello che diventerà il gioiello del Santerno, uno dei circuiti più iconici del mondo. Enzo Ferrari, coinvolto fin dall’inizio, intuisce subito che quelle colline potranno diventare «un piccolo Nürburgring».
Inaugurato ufficialmente il 25 aprile 1953, l’autodromo vede la sua fama crescere vertiginosamente. Nel 1963 ospita la prima gara di Formula 1, non valida per il Mondiale e vinta da Jim Clark; nel 1980 arriva la prima prova iridata, il Gran Premio d’Italia, che per l’unica volta nella storia del Mondiale lascia Monza. Dal 1981 al 2006 Imola diventa poi la sede del Gran Premio di San Marino. Nel frattempo cambia anche il nome: prima viene intitolato a Dino Ferrari, il figlio di Enzo scomparso nel 1956, poi, dal 1988, dopo la morte del fondatore del Cavallino, diventa l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari.

Sono tante, in quegli anni, le immagini che immortalano le vittorie di campioni del calibro di Ayrton Senna, Alain Prost e Nelson Piquet. Ma il re indiscusso di Imola diventerà Michael Schumacher, capace di conquistare qui ben sette vittorie in carriera.
Dal 2020 al 2025: il ritorno della Formula 1 a Imola
Dopo quattordici anni di assenza, nel 2020 la Formula 1 è tornata a Imola, inizialmente per sostituire le gare cancellate a causa della pandemia. Dal 2021 al 2025 l’autodromo ha poi ospitato il Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna (l’edizione 2023 è stata annullata per l’alluvione che ha colpito la Romagna), confermandosi un tracciato dove il talento fa davvero la differenza: basti pensare a Max Verstappen, vincitore di quattro delle cinque gare disputate qui dal 2020.

L’autodromo, del resto, è vivo tutto l’anno: ospita il Mondiale Endurance FIA WEC con la 6 Ore di Imola, campionati GT e tante altre competizioni, oltre ad appuntamenti amatissimi come l’Imola Classic, tre giorni dedicati alle auto da corsa storiche (quest’anno dal 16 al 18 ottobre), e la Mostra Scambio di auto e moto d’epoca.
La Formula 1 tornerà a Imola nel 2026?
L’appuntamento in assoluto più atteso dagli appassionati resta però la Formula 1. Imola non figura nel calendario ufficiale del 2026, ma il Circus potrebbe tornarci prima del previsto: al momento in cui scriviamo (1° ottobre 2026), l’autodromo è la principale alternativa per ospitare domenica 6 dicembre 2026 l’ultimo Gran Premio della stagione, nel caso in cui le gare in programma in Qatar (29 novembre) e ad Abu Dhabi (6 dicembre) venissero cancellate a causa del conflitto in Medio Oriente. Il circuito si sta già preparando all’eventualità, ma per ora non c’è nulla di ufficiale: la decisione è attesa entro metà ottobre. Vi terremo aggiornati!
Le curve leggendarie del circuito di Imola
Tutto il tracciato di Imola è un rosario di luoghi simbolo che gli appassionati conoscono a memoria: il Tamburello, un tempo temibile curva a sinistra da percorrere ad altissima velocità, oggi una variante veloce sinistra-destra-sinistra; la Villeneuve, una variante rapida che impone una frenata secca e un cambio di direzione immediato; la Tosa, un tornante in cui si arriva lanciati e che richiede una staccata decisa e un’uscita perfetta, perché subito dopo la pista si arrampica verso la Piratella. E poi le Acque Minerali, la Variante Alta, oggi intitolata a Fausto Gresini, e la doppia curva della Rivazza, che riporta le vetture sul rettilineo del traguardo.

Ciò che rende Imola un luogo sacro, però, non è solo l’asfalto, ma anche il paesaggio che lo circonda: la pista si snoda tra le prime colline e il verde del Parco delle Acque Minerali, a pochi passi dal centro città. In tanti ricorderanno i prati della Rivazza, della Tosa e delle Acque Minerali gremiti di tifosi in maglietta rossa in onore della Ferrari: immagini iconiche che hanno emozionato il mondo intero.
E sapete qual è la particolarità più interessante del circuito di Imola? Si corre in senso antiorario, a differenza della maggior parte dei circuiti. E credeteci, per i piloti questo cambia tutto: devono affrontare ogni curva con una prospettiva diversa dal solito, con il collo sollecitato sul lato opposto rispetto a quello a cui sono abituati.
Imola 1994: il weekend che ha cambiato la sicurezza in Formula 1
Tuttavia, la storia di Imola non è fatta solo di glorie. Non possiamo dimenticare il gelo che calò nel 1994 alla notizia della tragica scomparsa di Roland Ratzenberger e Ayrton Senna. In quel drammatico fine settimana del Gran Premio di San Marino, tra sabato 30 aprile e domenica 1° maggio, la Formula 1 perse a un solo giorno di distanza un pilota al debutto nel Mondiale e uno dei più grandi campioni della storia dell’automobilismo. Fu un punto di svolta, che spinse l’intero mondo delle corse a rivoluzionare gli standard di sicurezza di monoposto e circuiti.
A Imola le modifiche strutturali hanno riguardato soprattutto i tratti più critici, come il Tamburello e la Villeneuve, trasformati in varianti già nel 1995. Eppure il circuito è riuscito a preservare quei saliscendi e quelle curve impegnative che rendono ogni giro una sfida tecnica per i piloti.

Come vivere l’Autodromo di Imola fuori dalle corse
Ma esistono tanti altri modi per vivere la pista al di là delle gare. Ve ne suggeriamo alcuni.
Open Day: la pista aperta a pedoni e ciclisti
Nelle giornate di Open Day, occasioni speciali in cui il circuito apre gratuitamente al pubblico, il tracciato diventa lo scenario perfetto per passeggiate, corsa o giri in bicicletta. Per motivi di sicurezza, le aperture sono riservate a seconda del giorno ai pedoni oppure ai ciclisti, e l’ingresso avviene dal cancello sotto la torre di Piazza Ayrton Senna da Silva. Il calendario 2026 prevede quasi sessanta giornate di apertura: date e regole aggiornate sono pubblicate sul sito ufficiale dell’Autodromo.
La visita guidata all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari
Se vi va, potete prendere parte a una visita guidata di un’ora e mezza ed esplorare i luoghi simbolo del circuito: la pit lane e i box, le curve più famose, il monumento dedicato ad Ayrton Senna, il podio e la Race Control Room, la sala della direzione gara. Da una tappa all’altra vi porta una navetta che compie due giri di pista. Le visite si prenotano online.
Track day e driving experience
Volete mettervi alla prova al volante? Tenete d’occhio le giornate di prove libere e i track day per scendere in pista con la vostra auto, oppure prenotate l’auto dei vostri sogni, che sia una Ferrari, una Lamborghini o una McLaren, per una driving experience adrenalinica sulle stesse curve dove si sono sfidati i più grandi piloti.
Consultate il calendario degli eventi oppure scegliete voi la data e prenotate una delle esperienze proposte, per vivere l’Autodromo da vicino. Che siate appassionati o no, scoprirete un mondo che vi saprà entusiasmare.

Dove dormire vicino all’Autodromo di Imola: il Podere Zampiera Vecchia
Dopo una giornata emozionante trascorsa a tifare per la vostra monoposto preferita o a vivere la pista da visitatori, l’ideale è trovare un luogo dove abbandonarvi a un confortevole riposo. E per questo non c’è niente di meglio che la campagna: un soggiorno in un bell’agriturismo vicino a Imola come il Podere Zampiera Vecchia, un vero angolo di paradiso.
Il podere si trova a Cantalupo, nella campagna imolese, a pochi chilometri dall’Autodromo e a due passi dal casello di Imola dell’A14. Qui Chiara vi accoglie nella sua azienda agricola biologica, con sole cinque camere, tutte con ingresso indipendente, una minipiscina Jacuzzi all’aperto per rilassarvi dopo una giornata in pista e una colazione fatta in casa con i prodotti dell’azienda. È la base ideale anche per gli appassionati di motorsport nei weekend di gara. E per la cena, ecco i nostri consigli sui migliori ristoranti di Imola.
Contattateci per verificare la disponibilità dalla pagina Contatti o su WhatsApp. E se il Gran Premio del 6 dicembre verrà confermato, giocate d’anticipo: le camere nei dintorni dell’Autodromo saranno molto richieste.
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Crediti fotografici: le immagini dell’autodromo vengono da Wikimedia Commons. Vista aerea del circuito, foto di Marpol (pubblico dominio); Brabham di Nelson Piquet a Imola 1980, foto di Carlom1961 (CC BY 4.0); Red Bull di Max Verstappen a Imola 2022, foto di Wastrick (CC BY-SA 4.0); Ferrari di Michael Schumacher a Imola 1996, foto di Restu20 (CC BY-SA 4.0); la pista del Tamburello il 1° maggio 2019, foto di Monia Mascagni (CC BY-SA 4.0). Le foto sono state ridimensionate.