Palazzo Tozzoni a Imola: una gemma per gli amanti della storia
Immaginate di ritrovarvi nel bel mezzo del Settecento, in un prezioso palazzo nel cuore di Imola. Intorno a voi si aprono stanze maestose tappezzate di quadri e specchiere dorate. La luce tremula del candelabro che vi guida illumina sontuosi salotti e tavolinetti di legno pregiato, ricoperti di oggetti portati da viaggi in tutto il mondo. La libreria è colma di volumi e su uno scrittoio è rimasta aperta una gazzetta bolognese di fine Settecento. Nella camera, un baldacchino dorato riprende i toni dell’arredo e sul manichino un vestito in seta con il bustino arricciato è pronto per il ricevimento della sera.
La bella notizia è che non dovrete solo immaginarla: questa dimora esiste davvero ed è visitabile. Si tratta di Palazzo Tozzoni, la casa museo di Imola.
Palazzo Tozzoni in breve
- Che cos’è: la casa museo della famiglia Tozzoni, con gli arredi originali dal Settecento all’Ottocento, aperta al pubblico dal 1981.
- Dove si trova: Via Giuseppe Garibaldi 18, nel centro storico di Imola (Bologna).
- Orari: venerdì dalle 15 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.
- Biglietti: intero 5 €, ridotto 4 €, gratuito fino a 14 anni.
- Da non perdere: lo scalone d’onore, il Salotto del Papa nell’Appartamento Barocchetto, l’Appartamento Impero, il manichino della contessa Orsola e le antiche cucine.

In questa antica residenza ogni cosa è rimasta esattamente come l’aveva lasciata la nobile famiglia Tozzoni: una fotografia reale che ha congelato un attimo della vita dei suoi abitanti. È un bene di grande valore storico e culturale, che solo nel 2024 ha accolto quasi 13.000 visitatori. Il consiglio è di visitarlo con calma, passeggiando tra le stanze per sognare a occhi aperti la vita di un tempo. Potete scegliere tra un percorso in autonomia, con l’audioguida gratuita, e una visita guidata.
Che cos’è una casa museo: il dono della contessa Sofia
Dal 1981 il palazzo è aperto al pubblico come casa museo. Ma che cosa significa, e che differenza c’è con un museo tradizionale? In una normale area espositiva gli oggetti sono racchiusi in vetrine e sale tematiche; qui invece l’arredo, dai mobili alle suppellettili, mantiene il suo allestimento originario: le posate sui tavoli, le pantofole sotto la sedia a dondolo, i quadri appesi nello stesso punto. La dimora restituisce l’intimità di chi la abitava, tanto che attraversando le sue stanze sembra di ripercorrere cinque secoli di storia della famiglia, arrivata a Imola dalla Toscana alla fine del Quattrocento. Il palazzo che vediamo oggi, invece, prende forma tra il 1726 e il 1738, unendo case più antiche.
Fu l’ultima discendente, la contessa Sofia Serristori Tozzoni, a donarlo alla città di Imola nel 1978, insieme a tutti gli arredi, perché restasse una testimonianza integra della vita della sua famiglia.
L’ingresso scenografico e il piano nobile
Appena si entra, l’impatto è reso scenografico dal grande scalone d’onore, costruito con il palazzo sotto la direzione dei lavori di Domenico Trifogli (il progetto si attribuisce ad Alfonso Torreggiani) e adornato con le eleganti statue in stucco dello scultore fiammingo Francesco Janssens. Salendo lo scalone ci si ritrova al primo piano, il piano nobile, nell’ampio salone di rappresentanza dove un tempo si accoglievano gli ospiti e da cui si aprono le due ali del palazzo.

L’Appartamento Barocchetto e il Salotto del Papa
A ovest si trova l’Appartamento Barocchetto, allestito tra il 1736 e il 1738 per le nozze di Giuseppe Ercole Tozzoni con Carlotta Beroaldi. Qui regna l’architettura intima del Barocchetto emiliano d’ispirazione francese, in una serie di sale raccolte: il Salotto del Papa, dove secondo la tradizione soggiornò Benedetto XIV, parente della sposa, il Salotto Rosso e l’Alcova. Si possono ammirare arredi e soprammobili raffinati come porcellane, argenterie e corredi tessili.

L’Appartamento Impero e il manichino della contessa Orsola
Sul lato opposto, a est, c’è l’Appartamento Impero, realizzato nel 1818 per le nozze del conte Giorgio Barbato Tozzoni con la nobildonna faentina Orsola Bandini. Questo spazio abbandona le curve delicate e la grazia rococò dell’appartamento precedente per abbracciare i rigidi canoni del neoclassicismo napoleonico. A differenza del primo, non presenta una «sedimentazione storica», cioè una sovrapposizione di stili, ma è rimasto fedele al progetto iniziale. Spiccano importanti mobili in legni scuri lucidati, sedie e divani con tappezzerie coordinate, dettagli in bronzo e in marmo, candelabri e tanto altro.
A rendere viva la storia di questa coppia c’è una presenza che non si dimentica: una dama bruna a grandezza naturale, vestita di seta blu. È il manichino che riproduce la contessa Orsola, scomparsa nel 1836, fatto realizzare con estrema fedeltà dal marito, rimasto solo, vestito con i suoi abiti e rifinito persino con i suoi capelli. Oggi è custodito nella stanza dell’archivio di famiglia, al piano nobile.

La quadreria e i ricordi di un giro del mondo
Lungo le pareti di tutto il palazzo si snoda la nutrita quadreria di famiglia, con dipinti che vanno dal Cinquecento all’Ottocento, soprattutto di scuola bolognese e romagnola: ritratti ufficiali, pale d’altare e paesaggi, con firme come Lavinia Fontana, autrice del ritratto di Pier Paolo Tozzoni del 1584, Girolamo Donnini, Bartolomeo Cesi e Antonio Beccadelli. Quasi tutti si sono formati a Bologna, che merita una gita a sé: ecco cosa vedere a Bologna in un giorno.
Tra i cimeli di famiglia spuntano poi le fotografie e gli album riportati dal conte Francesco Giuseppe Tozzoni dalla sua circumnavigazione del globo, durata tre anni, dal 1882 al 1885, a bordo della corvetta Vettor Pisani.

Le cucine e le cantine: la vita della servitù
Scendendo verso le antiche cucine e le cantine si scopre l’altra faccia del palazzo, quella della servitù, raccontata con grande dovizia di particolari: non solo stoviglie, tegami e terrecotte, ma anche gli attrezzi e i macchinari usati per la produzione del vino e la lavorazione del grano, di cui i conti Tozzoni erano produttori. I vini del territorio si possono degustare ancora oggi all’Enoteca Regionale, nei sotterranei della Rocca del borgo di Dozza, a pochi chilometri da Imola. Fa un certo effetto pensare ai pranzi e ai banchetti che partivano da qui per raggiungere i saloni del piano nobile. E se tutto questo vi ha messo appetito, ecco i migliori ristoranti di Imola, dalle osterie del centro all’alta cucina.

Come organizzare la visita a Palazzo Tozzoni
Se vi è venuta voglia di varcare la soglia di questa meravigliosa casa museo e vivere in prima persona l’atmosfera del Settecento, ecco tutte le informazioni pratiche che vi servono, verificate sul sito ufficiale di Imola Musei il 16 ottobre 2026.
Dove si trova e come arrivare
Palazzo Tozzoni si trova nel centro storico di Imola, in Via Giuseppe Garibaldi 18; sul retro, dal lato del giardino, il complesso arriva fino a Viale Rivalta 93.
- In treno: dalla stazione di Imola sono circa 15 minuti a piedi (poco più di un chilometro): si percorre viale Andrea Costa verso il centro e si seguono i cartelli «Musei».
- In auto: autostrada A14, uscita Imola, poi circa 4 km seguendo le indicazioni per il centro storico. A poche centinaia di metri ci sono i parcheggi di Piazza Bianconcini (a pagamento) e del Mercato ortofrutticolo.

Orari di apertura
- Venerdì: dalle 15 alle 19.
- Sabato e domenica: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.
- Festivi: aperture straordinarie con lo stesso orario del weekend a Pasqua, Pasquetta, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, 13 agosto (San Cassiano, patrono di Imola), 15 agosto, 1° novembre, 8 dicembre, 26 dicembre e 6 gennaio.
- Chiuso: dal lunedì al giovedì, il 25 dicembre e il 1° gennaio.
La biglietteria chiude mezz’ora prima. I gruppi di almeno 15 persone possono visitare il palazzo tutti i giorni, su prenotazione.
Biglietti e visite guidate
- Intero: 5 €.
- Ridotto: 4 € (dai 15 ai 25 anni, dai 65 anni, studenti universitari, gruppi di almeno 15 persone, soci TCI e FAI e altre convenzioni).
- Gratuito: fino a 14 anni, persone con disabilità e possessori della Card Cultura della Città metropolitana di Bologna; per chi risiede a Imola, la domenica mattina.
Consiglio: se volete esplorare anche il resto della storia della città, c’è il biglietto cumulativo del circuito Imola Musei: 8 € per due musei. In questo periodo la Rocca Sforzesca è temporaneamente chiusa, quindi la combinazione da scegliere è Palazzo Tozzoni con il Museo San Domenico.
L’audioguida, in italiano e in inglese, è gratuita. Le visite guidate si prenotano per gruppi al numero 0542 602609 o scrivendo a musei@comune.imola.bo.it. Il palazzo è accessibile solo in parte: per superare le barriere architettoniche è disponibile un servizio con attrezzature dedicate, da prenotare con una settimana di anticipo. Orari e tariffe aggiornati sono sul sito ufficiale di Imola Musei.
Dove dormire alle porte di Imola: il Podere Zampiera Vecchia

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Crediti fotografici: le immagini di Palazzo Tozzoni vengono da Wikimedia Commons. Alcova, Salotto del Papa, manichino della contessa Orsola, quadreria e antiche cucine, foto di Sailko (CC BY-SA 4.0); scalone d’onore, foto di Terragio67 (CC BY-SA 4.0); cortile interno, foto di Maurolattuga (CC BY-SA 3.0). Le foto sono state ridimensionate.