Zampiera Vecchia

Piatto di tagliatelle al ragù servito al ristorante su una tavola apparecchiata

Cento sfumature di cucina: i 5 migliori ristoranti di Imola, guidati dalle stelle del San Domenico

Succede quasi ogni sera, qui al podere. Un ospite torna dalla cena in città, si ferma un momento sull’aia e ci racconta cosa ha mangiato. Magari un raviolo, o un bicchiere di vino che non conosceva. Glielo leggi in faccia: Imola gli è rimasta addosso anche a tavola.

Questi racconti ci fanno piacere e confermano un’idea che abbiamo da sempre: Imola e la cucina sono un binomio indissolubile, e la qualità dei piatti che trovi nei ristoranti di Imola è altissima. Per questo abbiamo raccolto in questa guida i cinque indirizzi che consigliamo più spesso a chi dorme da noi. Si parte dal ristorante che tutto il mondo conosce, il San Domenico, per arrivare alle osterie del centro storico.

I cinque indirizzi di questa guida:

  • San Domenico, il due stelle Michelin più longevo d’Italia
  • Osteria del Vicolo Nuovo, la tradizione romagnola in un palazzo del Seicento
  • Osteria del Teatro, una cantina con oltre 2.500 referenze
  • Popeye, il pesce fresco, anche all’aperto
  • Osteria Callegherie, cucina creativa in una sala elegante
Piazza Matteotti a Imola con i portici e i tavolini dei locali sotto gli ombrelloni

San Domenico, il due stelle Michelin che ha fatto la storia di Imola

Questo viaggio nel gusto parte dal Ristorante San Domenico, un orgoglio per la nostra città e un nome conosciuto in tutto il mondo. Ha aperto nel 1970 in via Sacchi, nel centro storico, per volontà di Gianluigi Morini, che in cucina volle Nino Bergese, il “cuoco dei re”. Il piatto principe è il leggendario Uovo in raviolo con burro di malga, parmigiano dolce e tartufo: Bergese lo ha firmato nel 1974 insieme a un giovanissimo Valentino Marcattilii, e da allora è sempre rimasto in carta. Oggi l’alta cucina d’autore del San Domenico è guidata dalla maestria di Massimiliano Mascia e di suo zio Valentino Marcattilii.

Scorrendo le recensioni dei gourmet più noti, tra i tanti piatti citati compaiono il Risotto mantecato con cipolla tostata e ristretto di sugo d’arrosto e la raffinata Mattonella di fegato d’oca al tartufo, entrambi nel menu degustazione “Radici”, dedicato ai piatti iconici della casa. Cucina e servizio viaggiano allo stesso livello: la prima stella Michelin è arrivata nel 1975, la seconda nel 1977, e oggi il San Domenico è il più longevo tra i due stelle Michelin italiani ancora in attività. La cantina conta oltre 2.000 etichette, con annate storiche e grandi nomi da tutto il mondo.

L’arredamento in stile anni Ottanta è un tocco di classe che scalda le sale e crea un’atmosfera d’altri tempi. Negli anni ci hanno mangiato attori, artisti, piloti e gourmet di passaggio da ogni parte del mondo, ed è un pezzo di storia di Imola.

Osteria del Vicolo Nuovo, la cucina romagnola in un palazzo del Seicento

All’Osteria del Vicolo Nuovo la cucina è più semplice e altrettanto curata. Il locale sta dal 1983 in un antico palazzo del Seicento in via Codronchi, nel centro di Imola, e d’estate si mangia fuori, nel vicolo, a lume di candela. Per chi cerca la vera cucina tradizionale romagnola è un’istituzione: la sfoglia si tira a mano col mattarello, il menù cambia con le stagioni e la carta dei vini premia i piccoli vignaioli che lavorano in biologico. Il legame con Slow Food viene da lontano, visto che l’osteria è segnalata nella guida Osteria d’Italia fin dalla prima edizione. A pranzo, dal martedì al venerdì, c’è anche “I Colori del Mezzogiorno”: un piatto unico che cambia ogni giorno, di carne, pesce, vegetariano o vegano.

I portici di Piazza Matteotti a Imola, dove si affacciano le osterie e i ristoranti del centro

Osteria del Teatro, oltre 2.500 referenze nelle cantine di Palazzo Toschi

Restiamo in centro. L’Osteria del Teatro occupa dal 1991 le antiche cantine di Palazzo Toschi, dimora nobiliare a pochi passi dal Teatro comunale. Il punto di forza è la cantina, con oltre 2.500 referenze, alcune da collezione. Il menù trova la sua linfa nella tradizione emiliano-romagnola e spiccano le specialità con tartufo nero e formaggio di fossa, come le francescane con fonduta di formaggio di fossa e tartufo nero. Tra i piatti che hanno fatto la storia del locale ci sono anche i cappellacci al brasato con riduzione di Sangiovese e l’entrecôte alla Robespierre con zabaione salato al pepe verde.

Popeye, il ristorante di pesce di Imola

Se ami il pesce, il Ristorante Popeye, in via Quaini, è una piccola gemma in città. Dentro ci sono due salette intime, studiate per un’atmosfera ovattata ed elegante; fuori c’è un dehors riscaldato e climatizzato, così puoi mangiare all’aperto in ogni stagione. Il locale punta tutto sulla materia prima fresca, con filiera corta e piccoli produttori del territorio, e tiene il menù volutamente ridotto per seguire le stagioni. In carta trovi primi come il Risotto Gli Aironi con mazzancolle, piselli e caprino dell’Alta Langa o le Perle di ricotta con scampi e fave, accompagnati da una carta dei vini in continua evoluzione. Il locale è alle porte del centro storico, vicino all’autodromo, con parcheggio proprio davanti.

Osteria Callegherie, eleganza e cucina creativa nel centro storico

Chiudiamo la cinquina con l’Osteria Callegherie. Nel centro storico di Imola, il locale prende il nome dalla via che un tempo ospitava le botteghe dei conciapelle (callegarius, in latino). Dietro l’insegna trovi una sala elegante ed esclusiva, con statue in cotto fiorentino e luci soffuse, dove la cura del dettaglio regala agli ospiti una serata da ricordare: ad accoglierti c’è Leonardo, mentre in cucina Maurizio lavora su piatti creativi che restano legati al territorio. La cantina è curata, con tutte le regioni italiane rappresentate e una bella carta dei distillati. Dal menù, i Tortelli di faraona con verza stufata e ristretto al sugo d’arrosto e la Tagliata di filetto di manzo con crema di sedano rapa, chips di patate viola e gel al pepe rosa.

Il casale del Podere Zampiera Vecchia, agriturismo a Imola, tra i fiori di lavanda

Dormi al Podere Zampiera Vecchia e scopri Imola a tavola con i consigli di Chiara

Vuoi vivere un viaggio nel gusto della cucina imolese e non sai da dove iniziare? Se cerchi un agriturismo a Imola, da noi, al Podere Zampiera Vecchia, puoi staccare la spina e passare qualche giorno in mezzo alla natura, a due passi dalla città e dal casello dell’autostrada. Al tuo arrivo Chiara sarà felice di svelarti i suoi consigli personali sui ristoranti e sulle osterie da provare, in città e nei dintorni, per cucire su misura la tua esperienza enogastronomica.

Guarda le nostre camere e scrivici per la disponibilità. Se cerchi altre idee su cosa fare in zona, le trovi nella pagina Attività locali.

Domande frequenti sui ristoranti di Imola

Qual è il ristorante stellato di Imola?

Il San Domenico, in via Sacchi 1, nel centro storico. Ha la prima stella Michelin dal 1975 e la seconda dal 1977. Il piatto simbolo è l’Uovo in raviolo con burro di malga, parmigiano dolce e tartufo.

Dove mangiare pesce a Imola?

Al Ristorante Popeye, in via Quaini 43: menù corto e stagionale, primi come il risotto con mazzancolle, piselli e caprino dell’Alta Langa, e un dehors esterno riscaldato e climatizzato per mangiare fuori tutto l’anno.

Dove dormire a Imola per girare i ristoranti del centro?

Al Podere Zampiera Vecchia, agriturismo biologico a Cantalupo, a pochi minuti di auto dal centro storico e vicino al casello dell’autostrada. Cinque camere con ingresso indipendente, colazione bio e i consigli di Chiara su dove andare a cena.

Leggi anche: il nostro agriturismo a Imola tra natura e relax, cosa vedere a Bologna in un giorno, il borgo dipinto di Dozza e tutti gli eventi a Imola nel 2026.

Crediti fotografici: le foto di Imola e del piatto di tagliatelle vengono da Wikimedia Commons. Piazza Matteotti e i suoi portici, due foto di Bultro (CC BY-SA 4.0); tagliatelle al ragù, foto di Alex Sirac (CC BY 4.0). Le immagini sono state ridimensionate. La foto delle tagliatelle è di repertorio e non ritrae i piatti dei locali citati.

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